Le opportunità nelle crepe della vita.

Uhm, non lo so. Non mi convince molto come catenaccio. Si può fare di meglio.

Ma resta il fatto che si sta creando un’opportunità da non prendere sottogamba!

Ho deciso di offrire un mio corso specifico sul Creative Project Management, ovvero come gestire con successo ed in maniera autonoma i propri progetti creativi.

Spesso mi viene chiesto:

– “Ale, mi dai una mano a fare questo progetto?”  
– “Di che si tratta?”  
– “Vorrei creare/fare un/a ….. (riempi tu gli spazi)! È una cosa semplice, senza mettercisi troppo a fondo. Poi lo mettiamo online e lo vendiamo. Fidati che si fanno i soldi.
– “Si, ma ci hai fatto uno studio sopra?
“Uno stud…? No. Ma fallo tu. È un’occasione questa per farsi vedere! Chi non risica non rosica.

Vi lascio immaginare il seguito.

La cosa bella è che io per anni ho reagito così a questi impulsi!

Non so neanche più in quanti progetti mi sono fatto coinvolgere e puntualmente me la prendevo in saccoccia.

Cosa mancava?

Ad oggi l’ho capito.

3 risorse servono per mettere in piedi qualsiasi progetto:

  1. Informazioni
  2. Soldi
  3. Mindset (…e questo lo vedi nella costanza e nel cercare di reperire i primi due punti).

Sui soldi e sulle (ricerca delle) informazioni non posso aiutare e non aiuterò nessuno; se non sei disposto/a a dare un valore a questi 2 aspetti, significa che tu in primis non vuoi dar valore al tuo progetto.(*)

Come si suol dire “L’inferno è lastricato di buone intenzioni”.

E visto che non ho nessuna intenzione di vivermi un inferno qui su questo splendido mondo, vedo di farlo evitare anche a te dandoti le giuste competenze per gettare le fondamenta del tuo progetto e renderle più stabili possibile!

Ecco che il Corso Creativity Management si presenta come soluzione per chi ha intenzione di rendere reale il proprio progetto creativo in maniera responsabile.

Il Corso Creativity Management che sto andando a presentare avrà la seguente formula: 4X4.

Che significa?

Che saranno presentati 4 moduli e ciascun modulo avrà 4 capitoli. Per un totale di 16 lezioni.

Parleremo di …. un po’ di roba che spero possa interessare te o qualcuno che tu conosci. Più sotto ne parlo.

L’Italia è riconosciuta a livello mondiale come nazione col più alto patrimonio artistico. Dati alla mano l’Italia è la nazione che ha il maggior numero di siti patrimonio dell’umanità riconosciuti dall’UNESCO (in totale 55, parimerito con la Cina). La nostra stessa cultura è imbevuta di bellezza e di fantasia…e di fallimenti. Che sia nel calcio o nella politica o nella moda o nel design o nello spettacolo o nel cibo. Sarà la nostra aria, il nostro sole o la nostra inguaribile voglia di far capire non solo a gesti, ma anche coi fatti, l’immensità che siamo e che vogliamo donare e far vedere. Ma poi, proprio sui fatti, ci scontriamo con resistenze mentali e reali. Endogene ed esogene. E ci troviamo a pensare male.

Abbiamo talento da vendere! … ma anche un lack (una mancanza) nella fase attuativa.

E – cosa ben peggiore – non riusciamo poi a chiedere aiuto proprio perché non siamo consapevoli delle nostre mancanze.

Non riusciamo a chiarire a noi stessi quali complessità monitorare per riuscire nei nostri intenti.

E andiamo testando. E perdiamo tempo e soldi e motivazione. Un costo vitale che ci prosciuga.

Io non sono stato da meno. Sono un creativo anche io alla fine, eh! Io per primo ho sbattuto la testa contro molti fallimenti. Mi rendevo conto che da solo non riuscivo, e quindi mi affidavo a persone di vario genere e professionalità (ufficio stampa, web developer, sedicenti growth hacker, soci e partner, ecc.) per svariate collaborazioni, ma immancabilmente questo mio affidarmi veniva tradito dall’inattività della controparte e non riuscivo però a capire quale fosse l’errore (e non era un problema di remunerazione).

Perché è giusto delegare, è giusto chiedere aiuto.

Ma serve un controllo e una capacità di dire ciò che va fatto e in quali tempi per dirigersi verso un obiettivo in comune.

E serve capire il più possibile. Perché delegare non è deresponsabilizzarsi (questo lo accetto nella recitazione).

Serve:

  • conoscere elementi di progettazione
  • capire come gestire la propria creatività, senza che lei “gestisca” noi
  • capire che non è vera la frase “Non costa nulla”
  • avere un minimo di discernimento nel comprendere chi ho di fronte e cosa vuole
  • riuscire a raccontarla (a se stesso ed agli altri) bene
  • capire come sfruttare il video e questo strumento che hai in mano (lo smartphone!)
  • affrontare la propria paura nel metterci la propria faccia
  • IMPARARE AD ASCOLTARE (la reputo LA skill per eccellenza) e mantenere alta la propria curiosità
  • scoprire la propria voce (tone of voice, prossemica, ecc.) coerente con la parte più attraente di se stesso (…dobbiamo pur sempre conquistare eh!)
  • strutturare il proprio Personal Branding
  • analizzare il mercato di riferimento
  • preparare le proprie offerte/servizi
  • capire se andiamo bene o no e crescere/cambiare/evolvere/andare avanti.

Come il gioco dell’oca. O si ritorna al punto di partenza, o si fanno dei passi indietro. È raro che tutto proceda per il meglio. Sta a noi rimanere focalizzati su quello che desideriamo attuare.

Ecco, il mio intento è di riuscire ad esserti utile nel proseguire coi tuoi progetti creativi e con la gestione della tua creatività.

Se pensi che vuoi già prenotare una consulenza CONTATTAMI ORA!

“Per me la creatività è il potere dell’immaginazione fatta realtà.”

(*) In tal caso ti consiglio di chiedere i servizi di Alfredo Spalletta, persona ben più adeguata di me nel riprenderti e farti scoprire la tua unicità e indirizzarti verso una chiarezza di vita più in linea col tuo progetto di vita. Digli che ti mando io. 😉

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